Scrive Pino Donghi

Fedele – non so quanto consapevolmente – ad una famosa osservazione di Roland Barthes, quella per cui “quando i corpi sono nudi gli sguardi sono vestiti”, l’autrice ricopre il testo, cambiando continuamente i panni del suo discorso, un po’ come Bettie Page, musa ispiratrice di Dita von Teese, che  rivestiva la nudità con la forza sfrontata e birichina del suo humor. (Dalla recensione pubblicata sul Sole 24 ore il 24 gennaio 2016)

Scrive Daniele Barbieri

“Se amate i grovigli questo è un libro per voi; se avete invece la presunzione di tagliare i nodi con il sistema gordiano, avrete qui la spiacevole (per voi) conferma che intorno alla nudità si aggirano questioni troppo complesse per usare una spada, seppur metaforica, e anzi Anna Meldolesi vi farà imbestialire – con la sua intelligente pacatezza condita di ironia e autoironia – a ogni capitolo”.

Per il testo intero http://www.labottegadelbarbieri.org/il-nudo-e-tutto-meno-che-manicheo/

Blog su WordPress.com.

Su ↑