Sul Foglio

emma thmoson

Anna Meldolesi nel suo libro “Elogio della nudità”, racconta la vicenda della turista danese Lise Wittrock, che nell’estate del ’71 passeggia in pantaloncini rosa nel centro di Palermo. Il pretore Vincenzo Salmeri è convinto di intravedere una natica e fa portare in commissariato la “spudorata”. Oggi il pretore è senza baffi e ha le fattezze della speaker radiofonica Julia Hartley Brewer, mentre l’indecenza è incarnata dall’attrice Emma Watson, immortalata in topless su Vanity Fair in occasione del lancio del suo nuovo film “La bella e la bestia”. Il servizio fotografico è quasi pudico, il seno dell’attrice seminascosto da un bolerino di Burberry. Ma anche se s’intravede appena tra le maglie di pizzo crochet, inviperisce la falange più intransigente del femminismo puritano, quella che assimila una donna nuda su un giornale alla sottomissione. (Continua qui)

 

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