McDonald’s. Il panino trafitto e mai sconfitto.

McD_S_Sebastiano_copyE così sta per debuttare la McInsalata di pasta Barilla. Nel 2011 era stata la volta del McMenù d’autore firmato da Gualtiero Marchesi. L’anno precedente il ministro Zaia aveva battezzato i primi McItaly, con la crema di carciofi al posto del ketchup. Il Guardian parlò di bancarotta morale, ricordate?  Lo sdoganamento arrivò dopo capillare demonizzazione del classico hamburger con patatine. “La modevna veincavnazione dello sfvuttamento opevaio” (Fausto Bertinotti), “causa prima della disgregazione del focolare domestico” (George Ritzer), “l’anima bieca della globalizzazione” (Naomi Klein), “segno dell’ ateismo in cui sprofonda la civiltà occidentale” (Massimo Salani). Nel 2002 la casa ci scherzò su comprando una pagina sul Corriere nel giorno del martire trafitto, col panino che si chiedeva: “Chi sono io, San Sebastiano?”. Poi forse è stata la crisi, più delle politiche commerciali, a riabilitare il fast-food anche a sinistra, con tanto di lettera di Chicco Testa al Riformista. Il Lombardo e il Tirolese, il Vivace e l’Adagio passano, lui resta. Il  big Mac, capostipite di tutti i panini, l’intramontabile, l’immarcescibile. Afflitto ma mai sconfitto.

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