Gli Europei ci sono. Facciamo l’Europa

europe_day_2004_itProvate a pensare a due persone che non si assomigliano: Angela Merkel e Silvio Berlusconi, ad esempio. Rimarreste stupiti scoprendo che sono strettamente imparentati? Se potessimo tornare indietro di mille anni, il tempo di una trentina di generazioni, potremmo appurare che la cancelliera tedesca e l’ex premier italiano condividono un set quasi identico di antenati. Certo che se si riavvolge il film della storia dell’uomo fin dall’inizio, tutti discendiamo da un gruppo di progenitori africani. La novità però sta nello stretto grado di parentela svelato da uno studio appena pubblicato su Plos Biology: l’Europa è davvero una grande famiglia. Due genetisti dell’Università della California, Peter Ralph e Graham Coop, hanno analizzato un database relativo a oltre 2.000 cittadini europei, stabilendo l’epoca in cui sono vissuti gli antenati comuni in base alla lunghezza dei blocchi di Dna condivisi. In questo modo hanno fatto una scoperta ovvia e una sorprendente. La prima è che il grado di parentela si diluisce con la distanza. La seconda è che nonostante i chilometri, le montagne, le barriere linguistiche, questa relazione resta fortissima. Persino un britannico e un turco hanno buone probabilità di condividere i propri antenati negli ultimi 1000 anni. Se faticate a crederci provate a fare un calcolo matematico.

Il numero degli antenati cresce velocemente tornando indietro nel tempo: ognuno di noi ha due genitori, quattro nonni, otto bisnonni e via raddoppiando. Accade così che risalendo di 30 generazioni, i progenitori di ciascuno raggiungano il miliardo, una cifra superiore a quella di tutti gli uomini che vivevano in Europa in quel momento del Medioevo. Ecco perché chi è vissuto mille anni fa e ha lasciato discendenti è antenato di tutti gli Europei. Volendo andare per il sottile, noi Italiani riusciamo comunque a distinguerci almeno un po’. Tra tutti i paesi quello meno imparentato con gli altri è proprio l’Italia, ma la genetica non segna comunque un punto a favore degli euroscettici: “La differenza è sottile e gli Italiani restano imparentati molto strettamente con tutti gli Europei”, ci ha rassicurato Peter Ralph. Il rimescolamente genetico che avviene ad ogni generazione, quando cellula uovo e spermatozoo si incontrano, fa sì che anche i parenti stretti ereditino combinazioni genetiche differenti dai progenitori. Per questo siamo tutti diversi ma siamo tutti fratelli. Volendo sbilanciarsi, si potrebbe dire che noi Italiani presentiamo una particolare somiglianza con gli Spagnoli quanto a struttura genetica. Ma attenzione: secondo gli autori dello studio non si tratta di un raggruppamento naturale, sarebbe piuttosto l’effetto di fenomeni simili ma indipendenti avvenuti nelle due penisole. “La storia genealogica delle popolazioni umane è un mosaico complesso formato da migrazioni individuali, movimenti di larga scala e altri eventi demografici”, spiega Giuseppe Novelli dell’Università di Tor Vergata. I nuovi dati ci aiuteranno a ricostruirli. (PS. Oggi è la giornata dell’Europa, anniversario della Schuman Declaration. Auguri a noi)

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