La barbarie abita anche qui

saving face«Se ti tolgo la bellezza, nessuno ti sposerà». «Non posso averti io, perciò non ti avrà nessuno». «Se ti comporti da donna libera, meriti una punizione esemplare».L’incubo delle aggressioni con gli acidi sembrava una barbarie geograficamente lontana, non esportabile in Occidente. L’agguato avvenuto martedì a Pesaro ai danni di una italiana, l’avvocato Lucia Annibali, è stato un brusco risveglio. Sembra dirci che anche qui un innamorato respinto può bussare alla porta di casa e lanciare una colata di fuoco liquido in faccia a una donna. Cancellare i suoi lineamenti, portarsi via bellezza e identità, oscurare vista e futuro. Si è trattato di un gesto isolato, sporadico rispetto alle migliaia di episodi che le organizzazioni non governative contano ogni anno in Pakistan, India, Cambogia. Eppure il campanello d’allarme suona: gli episodi di acid throwing non sono ermeticamente confinati sulla mappa geografica come ci piacerebbe credere. (continua qui) (pubblicato sul Corriere della sera il 19 aprile 2013)

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