Grillo alla prova di Haidt

rebellionJonathan Haidt è la stella della psicologia morale. Se non avete letto il suo “The righteous mind”, beh, fatelo. E’ una mappa per distinguere l’universo morale dei progressisti da quello dei conservatori. Ai tempi di Occupy Wall Street, Haidt ha passato in rassegna gli slogan di Zuccotti Park abbozzando la carta di identità morale del movimento. Se solo potessimo fargli un corso accelerato di grillismo, chissà cosa direbbe. Per Haidt la morale umana ha sei “sapori”, a cui ciascuno è più o meno sensibile a seconda del proprio orientamento politico. Elenchiamoli: sono il prendersi cura degli altri (care); l’equità (fairness); la lealtà (loyalty); il rispetto dell’autorità (authority); il senso del sacro (sanctity); la difesa della libertà (liberty). I Democratici ne sentono soprattutto tre (care, fairness, liberty), anche se non sono indifferenti agli altri. Diciamo che quando i due gruppi di valori entrano in conflitto tra loro, hanno pochi dubbi su quale sacrificare. I Repubblicani, invece, sono moralmente più onnivori. Cercano di tenerli tutti insieme, il che non vuol dire che siano eticamente superiori. Haidt matrice

Lo schema di base è questo, anche se ovviamente la realtà è più complicata. Nel mondo variegato delle opinioni politiche un certo sapore morale può assumere sfumature diverse. La giustizia, ad esempio, può essere interpretata come egualitarismo oppure come meritocrazia. La libertà può essere intesa in antitesi all’oppressione dei padroni o all’invadenza dello stato. Non sono una grillologa, perciò correggetemi se sbaglio, ma mi sembra che il Movimento 5 Stelle si proclami assai sensibile ai sapori tradizionalmente progressisti (care, equity, liberty). La santità della natura (tipica degli ecologisti) prevale sulla santità del corpo (tradizionalmente più cara a destra che a sinistra). Ma anche il binomio lealtà/tradimento è molto, molto sentito. Quanto all’autorità, i grillini la sbeffeggiano platealmente, purché non sia quella del proprio capo. Il vaffa è proprio il loro tratto principale, ma concentrandosi solo su questo forse si commette un errore. Senza il permesso di Haidt, mi azzardo a ipotizzare che, nonostante la vicinanza ad alcune sensibilità del centrosinistra, il grillismo assomigli più al centrodestra sul piano generale: è moralmente quasi-onnivoro. Forse anche per questo è riuscito a entrare in sintonia con gli elettori?

(sotto due diverse interpretazioni del caring riconducibili rispettivamente a Democratici e Repubblicani) 

caring darfurcaring soldati

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