Nuovo Dizionario Palliativo

ciliegia 3Una non-vittoria è una sconfitta. Un collaboratore scolastico è un bidello. Ma una single non è una zitella e un rom non è uno zingaro. Alcune parole servono a nascondere la verità, altre a imbellettarla, altre ancora a correggere i pregiudizi. Nemmeno la scienza è immune al rebranding linguistico. Il problema è che, di solito, le operazioni di immagine non funzionano. La clonazione ha avuto cattiva stampa, eppure se funzionasse potrebbe trovare utili applicazioni. Ed ecco che per lavare lo stigma qualcuno in passato ha proposto di cambiargli di nome. Non più clonazione ma “trasferimento nucleare”. Definizione tecnicamente perfetta, peccato che non possa sfondare. Anche OGM ha assunto per molti una connotazione negativa, e per di più è un’espressione ingannevole, perché lascia intendere che tutto quel che non è transgenico sia come natura l’ha fatto. Ma ormai è entrata nel linguaggio comune. Inutili gli sforzi di chi ha provato a tenere l’acronimo modificandone il senso in “organismo geneticamente migliorato”. L’ultimo tentativo di PR nel gergo scientifico riguarda le tecnologie per ricatturare l’anidride carbonica immessa in eccesso  nell’atmosfera. Non più geoingegneria, che suscita diffidenza, ma l’oscura dizione “tecnologie ad emissioni negative”. Non bisogna essere giornalisti per capire che ricavarne un titolo è una missione impossibile. In campo bioetico la scelta delle parole ha un ruolo cruciale, basta un solo esempio. Nel resto del mondo parlano di “trattamenti medici straordinari o sproporzionati”, noi di “accanimento terapeutico”  che è un controsenso (se è terapeutico non è accanimento e viceversa). E’ un eufemismo il primo e un disfemismo il secondo? Forse il punto è un altro: le due espressioni spostano il confine tra ciò che è eticamente lecito e ciò che non lo è. Se il medico va fermato solo quando inizia a manifestare un comportamento ostinato e rabbioso (accanimento), allora sono assai più numerosi gli interventi che è titolato a compiere. La realtà delle cose a volte è lampante e a volte no.  Ci sono parole che sono foglie di fico. Ce ne sono altre che danno sostanza oltre che forma ai pensieri. Alcune riflettono gli equilibri politici di un contesto sociale in quel momento storico. Cercare di parlare chiaro è sempre utile, nelle scienze è un dovere. E se i tempi non sono maturi per un’idea, serve a poco cambiare le parole.

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