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Gypsy Rose Lee

Un anno fa usciva il mio Elogio della nudità. Dedico il libroversario alla meravigliosa Gypsy Rose Lee. Fu la prima artista dello spogliarello a dotarsi di un addetto stampa e pubblicò le proprie memorie, che poi sono diventate un musical e un film. Persino il Nobel per la letteratura John Steinbeck volle commentare quel libro: “Lo trovo irresistibile. Che spettacolo. Scommetto che in parte è persino vero e se non lo era lo è adesso”. Durante uno dei suoi numeri scherzava così: “Avete la più pallida idea dei pensieri privati di una stripteaser? Be’, le cose che le passano per la mente vi darebbero sorprese a non finire… Per esempio, mentre sollevo la gonna con malizia e destrezza io sto calcolando mentalmente quanto dare in beneficenza…”

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Scrive l’Ansa

”La cacciata dal paradiso terrestre non è solo una caduta, è anche una scalata verso la pienezza della vita. La nudità consente di vestirsi e di spogliarsi. Ed è insieme alla vergogna e al tabù che nasce il piacere della trasgressione”, si legge in una delle sei storie femminili, quella chiave e centrale dedicata a Eva, che Anna Meldolesi racconta, indaga e commenta in questo suo libro (con un bell’inserto fotografico) sulla nudità tra storia, cronaca e immaginario, sul come è stata vissuta e come la viviamo, specie in questi anni in cui appare dilagante e assieme contraddittoria nella sua doppia veste di esibizionismo e vergogna”. (Per il testo completo http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/unlibroalgiorno/2016/02/01/elogio-della-nudita-tra-tabu-e-piacere_341a7dee-c01c-4222-9166-683031dfb067.html)