Sul Foglio

emma thmoson

Anna Meldolesi nel suo libro “Elogio della nudità”, racconta la vicenda della turista danese Lise Wittrock, che nell’estate del ’71 passeggia in pantaloncini rosa nel centro di Palermo. Il pretore Vincenzo Salmeri è convinto di intravedere una natica e fa portare in commissariato la “spudorata”. Oggi il pretore è senza baffi e ha le fattezze della speaker radiofonica Julia Hartley Brewer, mentre l’indecenza è incarnata dall’attrice Emma Watson, immortalata in topless su Vanity Fair in occasione del lancio del suo nuovo film “La bella e la bestia”. Il servizio fotografico è quasi pudico, il seno dell’attrice seminascosto da un bolerino di Burberry. Ma anche se s’intravede appena tra le maglie di pizzo crochet, inviperisce la falange più intransigente del femminismo puritano, quella che assimila una donna nuda su un giornale alla sottomissione. (Continua qui)

 

Gypsy Rose Lee

Un anno fa usciva il mio Elogio della nudità. Dedico il libroversario alla meravigliosa Gypsy Rose Lee. Fu la prima artista dello spogliarello a dotarsi di un addetto stampa e pubblicò le proprie memorie, che poi sono diventate un musical e un film. Persino il Nobel per la letteratura John Steinbeck volle commentare quel libro: “Lo trovo irresistibile. Che spettacolo. Scommetto che in parte è persino vero e se non lo era lo è adesso”. Durante uno dei suoi numeri scherzava così: “Avete la più pallida idea dei pensieri privati di una stripteaser? Be’, le cose che le passano per la mente vi darebbero sorprese a non finire… Per esempio, mentre sollevo la gonna con malizia e destrezza io sto calcolando mentalmente quanto dare in beneficenza…”

Scrive l’Ansa

”La cacciata dal paradiso terrestre non è solo una caduta, è anche una scalata verso la pienezza della vita. La nudità consente di vestirsi e di spogliarsi. Ed è insieme alla vergogna e al tabù che nasce il piacere della trasgressione”, si legge in una delle sei storie femminili, quella chiave e centrale dedicata a Eva, che Anna Meldolesi racconta, indaga e commenta in questo suo libro (con un bell’inserto fotografico) sulla nudità tra storia, cronaca e immaginario, sul come è stata vissuta e come la viviamo, specie in questi anni in cui appare dilagante e assieme contraddittoria nella sua doppia veste di esibizionismo e vergogna”. (Per il testo completo http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/unlibroalgiorno/2016/02/01/elogio-della-nudita-tra-tabu-e-piacere_341a7dee-c01c-4222-9166-683031dfb067.html)

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